A padre Placido
- Letteratura Capracottese
- 21 mar
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Ho scritto un'altra pagina,
che avrà, per me, valore,
nel libro dei ricordi,
aperto innanzi al cuore.
Mi mostrerà continuo
quel volto e la gentile
voce di padre Placido
in quel mattin d'aprile.
Voce tanto simpatica
quanto giusta e severa.
Raccomandava sempre
la pace e la preghiera.
Pensai che un suo consiglio
premevami sentire
e, come s'io sapessi
che lui dovea morire,
volli ascoltarlo subito,
quel "Padre" atteso tanto,
senz'aspettar domenica.
ma quel Giovedì Santo.
Penultima giornata
di sua santa missione!
Chi sa quanto soffriva,
spiegando la Passione.
Si crede fece appello
a tutta l'energia,
per l'ultima sua predica,
il dì dell'agonia.
Andai dunque prestissimo
ad aspettarlo in chiesa,
con molta convinzione
di una non breve attesa.
Lo vidi invece subito
passare, a me vicino,
diretto alla preghiera,
col suo devoto inchino.
Guardavo attentamente
quel volto, e la figura.
La vera parte angelica
di quella creatura
febbricitante, pallido;
pensai: quello che vede
costui, continuamente
è Paradiso e fede!...
Chi sa la sua preghiera
fin dove s'innalzava...
Chi sa se allora l'angelo,
la Stella, lo chiamava.
Ed io tutto commosso
lo contemplavo a fianco.
Gli sorrideva l'anima,
malgrado il corpo stanco
pel suo diabete cronico.
La sola medicina,
per lui, era la predica,
e volontà divina.
Lunga fu la preghiera.
Breve, per me, la scena...
Poi sollevò la candida
pupilla sua serena
e vidi un po' sorridere
quel sofferente viso,
quell'anima di santo
chiamata in Paradiso.
La settimana dopo
spirò questo signore,
il cui suo nome caro,
ci rimarrà nel cuore.
Non ho mai visto piangere
tutto un paese intero,
ed io ne son convinto
che più lo piange il clero.
Maestro inarrivabile,
di ferma convinzione,
eletto per difendere
la santa religione.
Addio buon padre Placido,
o meglio, santo dico,
educator di popolo,
sincero nostro amico.
Quel tuo consiglio datomi
l'ho già nel cuore inciso.
Ed ora dall'eterna
tua gloria, in Paradiso,
in ogni tua preghiera
ricordati di noi,
di chi ne ha più bisogno
e dei parenti tuoi.
(1938)
Nicola D'Andrea