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A padre Placido


Padre Placido Capracotta Rodolfo D'Onofrio
Padre Placido da Capracotta (1882 - 1938)

Ho scritto un'altra pagina,

che avrà, per me, valore,

nel libro dei ricordi,

aperto innanzi al cuore.


Mi mostrerà continuo

quel volto e la gentile

voce di padre Placido

in quel mattin d'aprile.


Voce tanto simpatica

quanto giusta e severa.

Raccomandava sempre

la pace e la preghiera.


Pensai che un suo consiglio

premevami sentire

e, come s'io sapessi

che lui dovea morire,


volli ascoltarlo subito,

quel "Padre" atteso tanto,

senz'aspettar domenica.

ma quel Giovedì Santo.


Penultima giornata

di sua santa missione!

Chi sa quanto soffriva,

spiegando la Passione.


Si crede fece appello

a tutta l'energia,

per l'ultima sua predica,

il dì dell'agonia.


Andai dunque prestissimo

ad aspettarlo in chiesa,

con molta convinzione

di una non breve attesa.


Lo vidi invece subito

passare, a me vicino,

diretto alla preghiera,

col suo devoto inchino.


Guardavo attentamente

quel volto, e la figura.

La vera parte angelica

di quella creatura


febbricitante, pallido;

pensai: quello che vede

costui, continuamente

è Paradiso e fede!...


Chi sa la sua preghiera

fin dove s'innalzava...

Chi sa se allora l'angelo,

la Stella, lo chiamava.


Ed io tutto commosso

lo contemplavo a fianco.

Gli sorrideva l'anima,

malgrado il corpo stanco


pel suo diabete cronico.

La sola medicina,

per lui, era la predica,

e volontà divina.


Lunga fu la preghiera.

Breve, per me, la scena...

Poi sollevò la candida

pupilla sua serena


e vidi un po' sorridere

quel sofferente viso,

quell'anima di santo

chiamata in Paradiso.


La settimana dopo

spirò questo signore,

il cui suo nome caro,

ci rimarrà nel cuore.


Non ho mai visto piangere

tutto un paese intero,

ed io ne son convinto

che più lo piange il clero.


Maestro inarrivabile,

di ferma convinzione,

eletto per difendere

la santa religione.


Addio buon padre Placido,

o meglio, santo dico,

educator di popolo,

sincero nostro amico.


Quel tuo consiglio datomi

l'ho già nel cuore inciso.

Ed ora dall'eterna

tua gloria, in Paradiso,


in ogni tua preghiera

ricordati di noi,

di chi ne ha più bisogno

e dei parenti tuoi.


(1938)


Nicola D'Andrea

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